L’Inter si raduna e Benitez apre a Balotelli: “Mi piacerebbe conoscerlo”

È partita ufficialmente con il raduno di oggi la stagione dell’Inter, quella del dopo-Mourinho e del post-triplete che ha portato i nerrazzurri in vetta al calcio europeo dopo la notte di Madrid.
Ad Appiano Gentile, quest’anno, non c’era infatti lo “Special One” a fare gli onori di casa ai giocatori (pochi) che hanno iniziato la preparazione. C’era però il nuovo tecnico Rafa Benitez, altro carattere, altra personalità rispetto al portoghese, ma stessa voglia di vincere e di primeggiare che sicuramente dà fiducia ai tifosi della “Beneamata”.
Con buona parte del gruppo ancora in vacanza per smaltire gioe e delusioni del Mondiale sudafricano, è stato proprio Benitez a focalizzare l’attenzione della stampa e dei tifosi presenti, riscuotendo sicuramente più attenzione degli altri volti nuovi di questo ritiro interista, che per adesso sono solo quelli di Biabiany e di Castellazzi, mentre Coutinho arriverà mercoledì.
Ecco quindi alcuni stralci delle dichiarazioni rilasciate da Benitez nella sua prima conferenza stampa nerazzurra dopo quella tenuta nel giorno della presentazione:
Siamo qui per fare quello che vogliono fare tutti: vincere. Sarà diverso dall’anno scorso, ma con la stessa mentalità. È un nuovo progetto di un allenatore e una società che vuole ripetersi. I cambi non saranno radicali, ma cercheremo di migliorare un po’. Ho parlato con due-tre persone della società e tutti hanno la mentalità forte che voleva Mourinho. Il presidente per primo: lui vuole vincere subito. Marco Branca lo stesso, poi ho parlato con Zanetti, Eto’o, Milito, Cambiasso, Milito, Sneijder: tutti vogliono continuare a vincere. Lo spirito è quello del Liverpool, di una squadra grande che lotta contro tutti. Il modulo? C’è una idea di base, ma poi ci adatteremo ai giocatori a disposizione. Se possiamo tenere il possesso palla lo faremo.
Si parla quindi di mercato, con lo spagnolo che precisa come questo argomento non sia sotto il suo diretto controllo, a differenza di quanto accadeva invece in Inghilterra:
Abbiamo già più giocatori dell’anno scorso, coi ritorno dai prestiti. Quando c’è un Mondiale il mercato è sempre un po’ più lento. Se qualcuno dovesse partire dovremo rimpiazzarlo, se nessuno parte dovremo analizzare come migliorare. Ma la cosa vale anche per le nostre rivali: il mercato è lento, quindi difficile dire se sarà più temibile il Milan, la Juve o la Roma. In Inghilterra ero un manager, qui un allenatore. La squadra ha un direttore sportivo e di mercato si occupa lui. Io lavoro con i giocatori che mi forniscono. Le mie responsabilità si concentreranno sul campo. Mascherano? Lo conoscono tutti. Se può giocare con Cambiasso? Cambiasso è un giocatore molto intelligente, che può giocare con chiunque. Ma la responsabilità del mercato non è mia.
Da buon spagnolo, non può mancare un accenno alla vittoria della Coppa del mondo, dissertazione da cui esce una curiosa ma interessante idea circa l’unione delle due filosofie calcistiche, quella spagnola e quella italiana, che Benitez potrebbe provare a realizzare in nerazzurro:
Sono felice per la Spagna, era importante per la nazione. La finale l’ho vista in albergo, e chiaramente ho festeggiato. I migliori del Mondiale? Credo Iniesta, Xavi e Villa della Spagna, ma anche Sneijder. Quando ho iniziato a allenare Del Bosque era il coordinatore del settore giovanile del Real: ho lavorato con lui, anche dopo come assistente. Lo stile della Spagna si basa sulla qualità. È una buona idea, non si può copiare tutto, ma è sempre bene mescolare la sapienza tattica italiana con questo.
Infine, una battuta su Mario Balotelli, che l’allenatore ex-Liverpool non conosce ancora:
Io voglio conoscere tutti i giocatori personalmente. Voglio parlare con lui e conoscerlo. Certo, i giocatori di qualità servono sempre, ma voglio valutarne la mentalità e la personalità. Forse cambiando gli allenamenti Mario sarà più felice e giocherà e segnerà tanto”. Poi bisognerà definire il ruolo di Eto’o: “Con Samu ho parlato tempo fa. So che l’anno scorso ha fatto un lavoro importante per la squadra, ma strano per lui. Ne devo parlare con lui, se potesse fare l’esterno e anche il bomber sarebbe perfetto. Ma ne devo parlare con lui.
Benitez ha le idee chiare quindi: vincere sin da subito cercando di prendere il meglio dal calcio italiano e unirlo alla filosofia, dimostratasi vincente negli ultimi anni, che arriva dalla penisola iberica. Le avversarie, Juventus e Roma in primis, sono avvertite.