Olanda - Spagna: il riassunto del match
di Davide Falanga - Lunedì 12 Luglio 2010 alle 12:04
Il cerchio si è chiuso: il calcio spagnolo è sul tetto del mondo. Dopo la vittoria degli Europei 2008, il dominio del Barcellona nel 2009, ecco che la nazionale delle “Furie Rosse” riesce a vincere il primo mondiale nella sua storia, consacrandosi come la nazionale attualmente più forte al mondo.
Onore, però, all’Olanda: nonostante il calcio tutto possesso palla e palleggio degli spagnoli, gli olandesi sono stati in alcune occasioni più pericolosi degli iberici, e soprattutto sono riusciti a placare per quasi 120 minuti le azioni spumeggianti degli avversari. Ma andiamo con calma e analizziamo dall’inizio il match.
Le formazioni ufficiali vedono due squadre quasi speculari, con la Spagna inizialmente con 4-3-3 ma che in più occasioni schiera un 4-2-3-1, con Xabi Alonso e Busquets in mediana, ed il trio Iniesta-Xavi-Pedro a cercare di ispirare David Villa.
Il match si mostra subito molto equilibrato, con la Spagna che cerca come al solito di fare il proprio gioco, di dettare legge con un possesso palla prolungato e almeno 6-7 uomini nella metà campo avversaria. Ma l’Olanda non molla un centimetro e, nello stile della migliore Inter contro il Barcellona, pressa gli spagnoli sin dalla loro linea difensiva, con Sneijder e Van Persie pronti ad aggredire i due centrali Puyol e Piquè.
Proprio questa aggressività è uno dei temi principali del match: numerosi sono infatti gli interventi rudi nel corso della partita e le ammonizioni si ripetono in successione. In alcuni casi, l’arbitro Webb è stato piuttosto clemente, risparmiando il rosso a De Jong, che centra in pieno petto Xabi Alonso con i tacchetti. Dopo poco più di 20 minuti siamo già a 4 ammoniti. E l’incontro è ancora molto lungo.
La prima frazione di gioco è in sostanza tutta qui: tanti falli, tensione che si taglia con il coltello e pochissime occasioni da rete. La più pericolosa capita tra i piedi di Arjen Robben, che riesce a trovare lo spazio per concludere verso la porta di Casillas, che riesce a tuffarsi e a deviare il rasoterra dell’olandese in corner.
La ripresa si apre sulla falsariga del primo tempo. Poi, nel buio più totale, il lampo di genio: è Wesley Sneijder ad accedere la lampadina, con un lancio “telecomandato” per Robben. L’ala del Bayern Monaco si trova a tu per tu con Casillas, ed un attimo di esitazione gli costa caro: la conclusione viene infatti deviata in calcio d’angolo dal portiere iberico, che sarebbe stato facilmente saltato da Robben se quest’ultimo avesse avuto la giusta lucidità.
Dopo pochi minuti è la “Roja” a farsi pericolosa, col solito David Villa che conclude di sinistro a botta sicura, ma il portiere Stekelemburg gli chiude la porta in faccia. Dopo una decina di minuti Ramos fallisce una clamorosa occasione di testa da pochi passi, sparando alto sopra la traversa.
Cinque minuti, e Robben si trova nuovamente 1 contro 1 con Casillas: in questo caso, però, lo spazio non è molto e soprattutto due difensori spagnoli riescono a impedire all’olandese si involarsi indisturbato verso la porta. Robben protesta veementemente contro l’arbitro Webb, che si trova costretto ad ammonirlo per proteste.
Il secondo tempo si conclude sempre in parità, con squadre lunghe che cercano il contropiede senza mai rendersi veramente pericolose nella trequarti avversaria. Dopo una breve pausa, le due squadre tornano in campo per i supplementari, ormai esauste.
Dopo soli 2 minuti gli spagnoli lamentano un calcio di rigore negato dopo un’intervento non proprio pulito di Heitinga su Xavi. Dopo pochi minuti ci provano Iniesta, con salvataggio di Van Bommel, e Navas, con deviazione di Van Bronckhorst. Ancora Spagna pericolosa poi con Fabregas, ma nulla di fatto.
Termina anche il primo tempo supplementare, ma è nel secondo che avviene la svolta. Dopo soli 5 minuti Heitinga stende Xavi ai 18 metri e per lui scatta il secondo giallo: Olanda in 10 e in chiara difficoltà contro una Spagna che ha ancora energie da vendere. Il match, se possibile, diventa ancora più a senso unico e alla fine le Furie Rosse trovano uno sbocco: sponda di Torres, riceve Fabregas, subito palla dentro per Iniesta, che da posizione decentrata non fallisce.
1 a 0 Spagna, dunque, e mancano solo 3 minuti alla fine della gara. L’Olanda tenta il tutto per tutto, con un forcing finale basato più sulla disperazione che su una manovra ben organizzata. Alla fine, il triplice fischio di Webb pone fine all’incontro: Spagna campione del mondo per la prima volta nella sua storia.
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