Tutti i top e i flop del Mondiale sudafricano
di Davide Falanga - Martedì 13 Luglio 2010 alle 13:00
La diciannovesima edizione dei mondiali di calcio è ormai conclusa e tutti, dai calciatori agli allenatori, sono già sulla strada di ritorno verso casa, o addirittura si godono da qualche giorno un periodo di meritato riposo.
Non tutti, chiaramente, avranno percorso la via del ritorno con lo stesso umore: difficile avere il sorriso sulle labbra quando si è disputato un mondiale al di sotto delle aspettative, mentre è impossibile non essere contenti e fantasticare sui nuovi scenari che si prospetteranno per chi invece ha stupito disputando un torneo eccellente. Vediamo dunque quali sono i top e i flop di questo mondiale.
In cima alla classifica dei top non può che esserci la Spagna: Casillas e compagni, dopo l’inizio non proprio incoraggiante contro la Svizzera, sono riusciti a riprendersi e partita dopo partita sono riusciti ad alzare la tanto ambita coppa nel cielo di Johannesburg. La “Roja” ha dimostrato di non essere brava solo a fare il proprio gioco basato sul palleggio, ma di saper essere anche cinica quando serve: le 3 partite ad eliminazione diretta si sono infatti concluse sul punteggio di 1-0 per gli spagnoli, che col minimo scarto hanno portato a casa il bottino pieno.
Faro della nazionale iberica è chiaramente Xavi: il centrocampista del Barca si è confermato ancora una volta come miglior regista al mondo, grazie alla sua incredibile visione di gioco, l’eccezionale senso tattico e doti tecniche che solo a pochi eletti sono state concesse. In grande spolvero anche David Villa, che dopo l’eccellente mondiale da trascinatore con 5 reti si unirà a Xavi nel Barcellona. E sempre dalla città della Catalogna giungono i due centrali difensivi Pique e Puyol, indispensabili filtri davanti alla porta di Casillas.
Impostato su binari diversi ma allo stesso modo esaltante è stato anche il mondiale dell’Olanda. Il merito in questo caso è in particolare di Wesley Sneijder e Arjen Robben: i due fuoriclasse sono riusciti a tirare fuori gli Orange da situazioni difficili, e hanno trascinato in finale la propria nazionale a suon di gol, assist e prestazioni eccellenti.
Terza sul podio, ma non per questo meno spettacolare e degna di nota, la Germania. I nomi maggiormente in risalto per i tedeschi sono, manco a farlo apposta, tre: Schweinsteiger, Muller e Ozil. Fondamentale infatti è stato l’apporto del centrocampista del Bayern Monaco sia alla fase difensiva che a quella offensiva; il compagno di squadra Muller, invece, ha dimostrato che a soli 20 anni è possibile scendere in campo senza aver paura di nessuno, e disputare un mondiale da vero leader. Interessante anche il torneo disputato da Ozil, mezz’ala tutto genio e fantasia, che ha messo in mostra colpi da vero campione.
Nella classifica dei top si colloca di diritto anche Diego Forlan, fresco vincitore del Pallone d’Oro dei Mondiali: dopo una stagione saltante con la maglia dell’Atletico Madrid, culminata con la vittoria dell’Europa League, l’ex centravanti del Manchester United è riuscito a portare il suo Uruguay fino in semifinale, arrendendosi solo di fronte all’Olanda.
Complimenti sinceri vanno anche al Ghana, capace di arrivare per la prima volta ai quarti di finale nella propria storia, e che ha messo in mostra diversi calciatori interessanti in ottica calciomercato.
Per tanti calciatori che sono riusciti a distinguersi positivamente, altrettanti non sono riusciti a fare lo stesso. Un nome su tutti: Lionel Messi. La “Pulce” è riuscita ad esprimere il proprio talento solo ad intermittenza, senza essere mai decisivo e senza riuscire a trafiggere alcun portiere avversario. Colpa forse di una condizione fisica non eccellente: Messi proviene infatti da una stagione eccezionale con la maglia del Barcellona e non è facile disputare un mondiale dopo una stagione ricca di impegni come quella dei catalani.
Il gradino più alto del podio, però, è in condivisione col suo CT: Diego Armando Maradona che, dopo le critiche iniziali, sembrava potesse riuscire a smentire tutti. Il “Pibe de oro”, invece, ha mostrato tutti i propri limiti come allenatore, non riuscendo mai a trovare una soluzione che potesse arginare la furia tedesca nel pesante 4-0 dei quarti di finale. Eppure, in panchina non mancavano le alternative.
Grande delusione anche per il Brasile di Dunga: dopo un’annata disastrosa, si è confermato su tali livelli Kakà. Per lui si pronosticava un mondiale di riscatto dopo i fallimenti con la camiseta blanca del Real Madrid, eppure l’ex calciatore del Milan non è mai riuscito a mettere in mostra le doti tecniche che tanto avevano incantato negli anni passati gli spettatori della curva sud di San Siro.
Complice forse l’infortunio rimediato in Champions League, e mai realmente guarito, il mondiale di Wayne Rooney non è stato certamente all’altezza dell’attaccante inglese: con lui, anche Fabio Capello ha fortemente deluso le aspettative della nazione britannica, finendo nell’occhio del ciclone, con il Paese che fino alla vigila lo acclamava e ora vuole la sua testa.
A far compagnia a Kakà, sia nel Real Madrid che nella classifica dei flop, c’è Cristiano Ronaldo: il talento portoghese è stato poco incisivo, spesso fuori dal gioco della propria nazionale e mai capace di mettere in luce il suo talento, che 2 anni fa gli ha permesso di salire sul trono del mondo vincendo il Pallone d’Oro.
Se fino ad ora abbiamo citato solo nazionali che sono riuscite ad arrivare oltre i gironi, un discorso a parte meritano Francia e Italia. Il mondiale dei transalpini e dei campioni del mondo è stato, per motivi diversi, catastrofico. In entrambe le nazioni è iniziato un processo di ristrutturazione che partirà dall’allenatore e avrà il suo sbocco naturale nell’ossatura della squadra.
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