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Leo Messi ed il padre sono stati condannati per frode fiscale da parte della Corte suprema spagnola che ha confermato i 21 mesi di carcere inflitti in primo grado all’asso del Barcellona, mentre la pena a carico del padre è stata ridotta a 15 mesi. Leo Messi ed il padre, comunque, non finiranno dietro le sbarre in quanto per entrambi, essendo incensurati, il carcere non scatta dato che le pene risultano essere inferiori ai 24 mesi.

La condanna per Messi e per il padre è arrivata in base all’accusa di aver sottratto al Fisco, nel periodo dal 2007 al 2009, in accordo con quanto riporta Corrieredellosport.it, ben 4,1 milioni di euro attraverso una rete di società aventi sede nei paradisi fiscali. E questo dopo che, riguardo alle entrate derivanti dai diritti di immagine del giocatore del Barcellona, erano scattati degli accertamenti.

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La linea difensiva tenuta da Leo Messi nel processo, di conseguenza, non è stata efficace. L’asso del Barcellona, in particolare, si era difeso scaricando sostanzialmente la responsabilità sul padre. ‘Io firmo e basta‘, aveva infatti dichiarato Leo Messi nel dichiararsi totalmente all’oscuro di qualsiasi manovra economica in quanto era proprio il padre, a suo dire, a gestire i proventi.

Il 2017, quindi, per Leo Messi è un anno tutt’altro che esaltante peraltro non solo dal lato personale, ma anche da quello sportivo. Il Barcellona, infatti, in Champions League è stato eliminato dalla Juventus così come nella Liga spagnola ad aggiudicarsi il titolo sono stati i rivali storici del Real Madrid guidato da Zinedine Zidane. Intanto proprio il ‘Corriere dello Sport’ rivela che tra Messi ed il Barcellona è stato raggiunto l’accordo economico per il rinnovo del contratto, ma l’ufficialità in merito arriverà solo nel prossimo mese di giugno del 2017. L’attesa è di natura tecnica in modo tale che il Barcellona possa inserire a bilancio il nuovo contratto in corrispondenza del prossimo esercizio fiscale annuale.