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Ci vuole veramente una grande forza di volontà, oppure credere più che fermamente in quello che si mette in atto, per avere ancora ottimismo sul futuro del mondo del gioco d’azzardo pubblico ed in quello di tutti i casino online. Gioco che è stato preso di mira dai media e dai cittadini, dalla classe politica, dagli Enti Locali, particolarmente dai perbenisti e chi più ne ha più ne metta. Non è ancora abbastanza evidentemente per fare vedere agli operatori del gioco un futuro nero e senza speranza: le imprese continuano a credere nelle loro “creazioni”, nei loro progetti ed in quello che potranno mettere in campo in un prossimo futuro legato alla innovazione ed ai cambiamenti.
C’è un vecchio adagio che recita “Chi la dura la vince” e sembrerebbe una sorta di motto per il mondo del gioco pubblico che sembra essere sulla “barricata della legalità” pronto a difenderla contro tutto e tutti. Con poche forze, però, perché il settore è veramente stremato anche dall’attesa di questo “famigerato riordino” che dovrebbe uscire dalla Conferenza Unificata e che tarda, invece, ad arrivare. Ma nonostante questo, il settore ludico mette in pratica il vecchio proverbio che cerca di tenere gli “animi tranquilli, i nervi saldi” e che mantiene la speranza di un futuro… radioso.
Se il gioco non avesse questa speranza avrebbe già deposto le armi e si sarebbe racchiuso in un angolo ad aspettare il colpo finale che si spera non sia un ulteriore aumento di tassazione nei suoi confronti perché sarebbe come “aggiungere il danno alla beffa” per questa spasmodica attesa di riforma che tanto ha fatto sperare. La speranza in fondo è il volàno attorno al quale girano gli operatori del gioco pubblico che ogni volta sono alle prese con problemi nuovi, anno dopo anno: sembrano proprio non finire mai, anzi si potrebbe dire che si moltiplicano e diventano sempre più ingarbugliati e difficili da affrontare e risolvere.
Ogni anno le imprese del gioco devono affrontare nuovi orpelli, devono sborsare quattrini per uniformarsi ai dictat delle varie Leggi di Stabilità, devono riorganizzare il loro “parco macchine”, devono investire nuovi capitali: ma rimangono ottimisti nonostante si scontrino con queste problematiche. La situazione che vivono è sempre più compromessa visto che, in assenza di questa “benedetta” legge nazionale, le Regioni continuano a “sfornare” regolamenti sempre più ostativi: ma gli addetti ai lavori rimangono ancora una volta ottimisti. Ottimisti anche quando sembrerebbe difficile individuare una vita d’uscita che possa rendere il settore sostenibile e lo possa far entrare nel “sociale”, cosa che rappresenta probabilmente uno dei desideri del mondo del gioco.
E nonostante la situazione sia quasi invivibile, le imprese ed i casino online devono continuare a gestirsi, a studiare, a progettare e produrre, devono anche partecipare alle fiere per rafforzare la propria presenza sul mercato perché altrimenti veramente… si muore. E questo lo si può fare solo e soltanto quando un po’ di ottimismo c’è ancora dentro i loro animi e perché questo poco ottimismo rimasto serve per poter vedere il futuro del loro settore. Non si capisce sinceramente come questo possa ancora resistere a tutte le battaglie alle quali il gioco viene sottoposto: una grande forza di volontà ed un forte senso di appartenenza a questo settore che suggerisce loro di andare avanti contro… il resto del mondo! Ma sempre con ottimismo, però.